Il decreto legislativo 7 agosto 2026, n. 147 riscrive una parte importante della fiscalità locale. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l'11 agosto ed è in vigore dal 12 agosto 2026. Dentro ci sono molte norme che riguardano Comuni, Regioni e società di riscossione. Qui isoliamo quelle che toccano chi possiede o usa una casa: la dichiarazione IMU, la dichiarazione TARI, le sanzioni e il modo in cui il Comune dialoga con il contribuente.
Le novità entrano in vigore in due tempi. Alcune valgono già oggi, come il nuovo termine di 90 giorni per la TARI. Altre partono dal 1° gennaio 2027, come le nuove sanzioni e la dichiarazione IMU telematica.
La dichiarazione IMU diventa solo telematica
Prima cosa da ricordare: la dichiarazione IMU non si presenta tutti gli anni. Serve solo quando cambia qualcosa che il Comune non conosce già e che incide sull'imposta: un immobile comprato o ereditato con una situazione particolare, un comodato a un figlio o a un genitore, un contratto a canone concordato, un'inagibilità, un'esenzione. In quei casi la scadenza resta il 30 giugno dell'anno successivo a quello in cui è iniziato il possesso o è avvenuta la variazione.
Quello che cambia è il come. Con la riforma la dichiarazione si presenta esclusivamente per via telematica, con un modello unico valido per tutti i Comuni messo a punto dal Ministero dell'Economia, che raccoglie anche le richieste di agevolazione locali. Spariscono i moduli cartacei e i modelli diversi da Comune a Comune. Secondo le prime letture del decreto, l'obbligo riguarda le dichiarazioni a partire dall'anno d'imposta 2027, quindi quelle da presentare entro il 30 giugno 2028. Per le variazioni del 2026 valgono ancora le regole attuali. Chi ha poca dimestichezza con i servizi online potrà appoggiarsi a un CAF o a un professionista, come già accade per altre dichiarazioni.
Rendita contestata: si paga, poi si fanno i conti
Chi ha impugnato la rendita catastale del proprio immobile continua a versare l'IMU sulla rendita contestata, in attesa della sentenza. Se il giudice dà ragione al contribuente, il Comune restituisce la differenza entro 180 giorni dalla richiesta. Se dà ragione al Comune, questo può chiedere la maggiore imposta entro il 31 dicembre del quinto anno successivo alla sentenza definitiva.
TARI: la dichiarazione va fatta entro 90 giorni
Qui la novità è già operativa. Chi inizia a possedere o a occupare un immobile, e chi cambia qualcosa che incide sulla tassa rifiuti, deve presentare la dichiarazione TARI entro 90 giorni dall'evento. Lo stesso termine vale per la cessazione, cioè quando si lascia la casa o la si vende. Fino a oggi il termine era il 30 giugno dell'anno successivo, e in molti casi si finiva per dichiarare con un anno di ritardo, pagando per locali che non si occupavano più. I casi concreti, acquisto, vendita, affitto e cambio di inquilino, li abbiamo raccolti in un articolo a parte.
Una seconda novità riguarda chi fa il compostaggio domestico degli scarti di cucina e del giardino: i Comuni devono prevedere una riduzione della tariffa. Quanto vale la riduzione lo decide ogni Comune nel proprio regolamento, e va chiesta con la dichiarazione.
Sanzioni dimezzate dal 2027
Dal 1° gennaio 2027 cambia il conto degli errori, sia per l'IMU sia per la TARI. Chi non presenta la dichiarazione dovuta paga una sanzione pari al 100% del tributo non versato, con un minimo di 50 euro: oggi la forbice va dal 100% al 200%. Chi presenta una dichiarazione infedele paga il 40% dell'imposta non versata, sempre con un minimo di 50 euro, contro l'attuale 50-100%. Restano il ravvedimento operoso, che riduce le sanzioni a chi rimedia da solo prima dei controlli, e la sanzione per i versamenti in ritardo.
Più dialogo prima dell'accertamento
Il decreto chiede ai Comuni forme più strutturate di collaborazione con il contribuente: informazione, assistenza, adempimenti più semplici e premi per chi paga spontaneamente. In concreto, prima di emettere un accertamento l'ente può inviare una comunicazione con i dati in suo possesso e il contribuente ha 60 giorni per fornire chiarimenti e documenti, o per regolarizzare con il ravvedimento. Sono previsti anche avvisi bonari con sanzione ridotta per i versamenti tardivi, parziali o omessi. Dall'altra parte, la quota dell'evasione erariale recuperata che resta ai Comuni sale al 100% per il triennio 2026-2028: un incentivo forte a controllare di più.
Le date da segnare
- Già in vigore: dichiarazione TARI entro 90 giorni da acquisto, occupazione, variazione o cessazione; riduzione per il compostaggio domestico.
- 30 giugno 2027: dichiarazione IMU per le variazioni del 2026, con le regole attuali.
- 1° gennaio 2027: nuove sanzioni per omessa e infedele dichiarazione.
- 30 giugno 2028: prima dichiarazione IMU con l'obbligo telematico e il modello unico, per le variazioni del 2027.
Cosa trovi nell'app
Nella Gestione fiscale di miogestore ci sono le rate IMU e TARI stimate per ogni immobile del patrimonio, con la campanella che manda il promemoria via email prima della scadenza. Le date dell'IMU restano quelle di sempre: acconto il 16 giugno e saldo il 16 dicembre. Le regole nuove riguardano le dichiarazioni, non i versamenti.



