In diciotto mesi sono cambiate tre regole che riguardano chiunque debba sostituire la caldaia: gli incentivi per quella solo a gas sono finiti, è arrivato un contributo diretto nuovo, e da agosto 2026 una parte dei consumi deve venire da fonti rinnovabili. Nessuna di queste regole vieta di installare una caldaia a gas. Tutte cambiano il conto.
Dal 2025 la caldaia solo a gas non ha più bonus
Dal 1° gennaio 2025 le caldaie alimentate esclusivamente da combustibili fossili sono escluse da ecobonus e bonus ristrutturazione. Lo ha stabilito la legge di bilancio 2025, in attuazione della direttiva europea sulle case green, e l'Agenzia delle Entrate lo ha confermato con la circolare 8/E del giugno 2025. Restano incentivabili i sistemi ibridi, cioè la caldaia abbinata a una pompa di calore o al solare termico, le pompe di calore, il solare termico, gli scaldacqua a pompa di calore e le caldaie a biomassa.
Per il 2026 l'ecobonus e il bonus casa valgono il 50% sull'abitazione principale e il 36% sugli altri immobili, con detrazione in dieci anni e tetto di spesa di 96.000 euro per il bonus casa. Dal 2027 le aliquote scendono a 36% e 30%, salvo proroga nella legge di bilancio in discussione da ottobre.
Dal 3 agosto 2026: una quota di rinnovabili anche quando cambi l'impianto
Il decreto legislativo 5 del 9 gennaio 2026, che recepisce la direttiva europea sulle rinnovabili, ha esteso un obbligo che prima valeva solo per le nuove costruzioni e le ristrutturazioni importanti. Dal 3 agosto 2026, anche quando si sostituisce l'impianto termico, almeno il 15% dei consumi per riscaldamento, raffrescamento e acqua calda deve essere coperto da fonti rinnovabili. Per le nuove costruzioni la quota è del 60%.
La regola vale «ove tecnicamente, economicamente e funzionalmente fattibile». Se non lo è, per esempio in un appartamento dove non c'è spazio per una pompa di calore o per i pannelli, è il progettista a documentarlo nella relazione tecnica che accompagna i lavori. Sono esclusi gli edifici serviti da teleriscaldamento efficiente e quelli con vincoli culturali o paesaggistici.
In pratica: una caldaia a condensazione da sola non copre il 15%. Lo coprono un sistema ibrido, una pompa di calore, un impianto solare termico o fotovoltaico abbinato. Un punto resta discusso tra i tecnici: se la sostituzione del solo generatore, senza toccare il resto dell'impianto, rientri nella «sostituzione dell'impianto termico». La lettura prevalente è che rientri. Prima di ordinare la caldaia, la domanda da fare all'installatore o al progettista è una sola: come documentiamo la quota di rinnovabili o l'impossibilità di raggiungerla?
Cosa resta incentivato, e come
- Pompa di calore: ecobonus al 50/36, oppure il Conto Termico 3.0, che per le pompe di calore arriva fino al 65% della spesa. I due incentivi non si cumulano sullo stesso intervento.
- Sistema ibrido (caldaia più pompa di calore): ecobonus al 50/36 oppure Conto Termico.
- Solare termico e scaldacqua a pompa di calore: ecobonus oppure Conto Termico.
- Caldaia a biomassa: Conto Termico, con i requisiti ambientali previsti.
- Caldaia solo a gas: nessun incentivo. Resta l'IVA agevolata al 10% sui lavori, come per ogni intervento di manutenzione.
Come funziona il Conto Termico 3.0
È un contributo diretto erogato dal GSE, non una detrazione fiscale: non serve capienza IRPEF, e questo lo rende interessante per chi paga poche imposte o per chi non vuole aspettare dieci anni. È operativo dal 25 dicembre 2025 (decreto del 7 agosto 2025) e il portale per le domande è aperto dal 2 febbraio 2026. Per i privati nel residenziale copre le rinnovabili termiche: pompe di calore, ibridi, biomassa, solare termico, scaldacqua a pompa di calore. L'incentivo arriva fino al 65% per le pompe di calore, viene pagato in unica soluzione fino a 15.000 euro, altrimenti in rate da due a cinque anni, e non si cumula con le detrazioni sullo stesso intervento. Vale anche per i condomini.
Il decreto Requisiti minimi
Dal 3 giugno 2026 i progetti presentati dopo quella data seguono il decreto del 28 ottobre 2025, che aggiorna il metodo di calcolo della prestazione energetica. Per chi cambia solo la caldaia l'effetto è limitato alla relazione tecnica; gli attestati energetici già rilasciati restano validi. Vale la pena saperlo perché un nuovo APE calcolato con il metodo aggiornato può dare un indice diverso da quello di prima, anche senza lavori.
Le date da ricordare
- 1° gennaio 2025: niente più bonus per le caldaie solo a gas.
- 25 dicembre 2025: Conto Termico 3.0 in vigore.
- 3 giugno 2026: nuovo decreto Requisiti minimi per i progetti presentati da questa data.
- 3 agosto 2026: quota minima di rinnovabili anche alla sostituzione dell'impianto.
- 31 dicembre 2026: ultimo giorno delle spese con bonus al 50/36, salvo proroga.
- 2028: parte il prezzo europeo del carbonio su gas e gasolio per il riscaldamento, che peserà sulle bollette dei combustibili fossili.
Cosa trovi nell'app
Nella sezione Bonus edilizi vedi, per ogni immobile del tuo patrimonio, gli incentivi che potrebbero interessarti in base a classe energetica, anno di costruzione e impianto, con le scadenze del 31 dicembre 2026 e la voce dedicata al Conto Termico. La spettanza di un incentivo dipende dalla situazione personale e va verificata con un professionista: l'app dice cosa prevede la norma, non cosa ti spetta.



