Ogni autunno la domanda è la stessa: pagare i lavori entro l'anno cambia qualcosa? Per rispondere servono due piani distinti, quello che la legge dice oggi e quello che il Governo annuncia. Al 16 ottobre 2026 sono molto diversi.
Cosa prevede la legge in vigore
Per le spese pagate entro il 31 dicembre 2026 restano il 50% per il proprietario sull'abitazione principale e il 36% negli altri casi, con il tetto di 96.000 euro per unità. Vale per bonus ristrutturazione, ecobonus, sismabonus e per il fotovoltaico, che passa dalla ristrutturazione.
Per le spese del 2027 la legge già scritta prevede il 36% e il 30%, con lo stesso tetto. Dal 2028 al 2033 resta il recupero edilizio al 30% su 48.000 euro, per tutti. Ecobonus e sismabonus come detrazioni dedicate finiscono con le spese 2027: dal 2028 le opere di risparmio energetico e antisismiche rientrano nel recupero edilizio, con quel tetto unico.
Finiscono il 31 dicembre 2026, senza proroga nella legge vigente, anche il bonus mobili e il Superbonus al 110% nei crateri sismici del 2009 e del 2016.
Conta la data del bonifico, non quella dei lavori: una spesa pagata il 2 gennaio 2027 prende l'aliquota del 2027.
Cosa cambia dal 1° gennaio, a prescindere dalla manovra
Dal 2027 si applicano due testi unici nuovi: quello delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026) e quello dell'IVA (D.Lgs. 10/2026). Cambiano i numeri degli articoli, non le aliquote: il recupero edilizio passa all'articolo 17, il sismabonus al 371, l'ecobonus al 372. Chi legge una fattura o una circolare dal prossimo anno troverà riferimenti diversi per le stesse regole.
Cosa aspetta la manovra
La legge di bilancio 2027 non ha ancora un testo. Il Documento programmatico di bilancio, deliberato il 13 ottobre e inviato a Bruxelles il 15, non contiene misure sui bonus casa, e il Consiglio dei ministri non ha approvato il disegno di legge, atteso tra fine ottobre e novembre. La conferma del 50% e del 36% anche nel 2027, la proroga del bonus mobili e un ecobonus al 65% per l'efficienza sono dichiarazioni di esponenti del Governo e anticipazioni di stampa: finché non sono in Gazzetta Ufficiale, non esistono.
La legge va approvata entro il 31 dicembre. Se le proroghe entreranno, lo si saprà con certezza solo con il testo definitivo, di solito negli ultimi giorni dell'anno.
Due regole che valgono già e che spesso sfuggono
- Il 50% spetta solo a chi è proprietario o titolare di un diritto reale sulla casa che diventa abitazione principale al termine dei lavori. Inquilini, comodatari e familiari conviventi non titolari hanno il 36%.
- Con un reddito oltre 75.000 euro le detrazioni hanno un tetto annuo complessivo, che comprende anche le rate dei lavori pagati dal 2025.
Dentro miogestore
Il catalogo dei bonus è aggiornato al 16 ottobre 2026 con queste regole. Dal 1° novembre il riepilogo email ricorda la scadenza del 31 dicembre a chi ha attivato i promemoria; il tool Ristruttura mostra sempre, accanto al conto, la riga «se paghi nel 2027». Quando la manovra avrà un testo, numeri e date cambieranno nello stesso posto.



