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Fiscale18 mar 20264 min di lettura

Prima casa, seconda casa, casa a reddito: come cambia la fiscalità

Le tasse sulla casa cambiano molto a seconda dell'uso: abitazione principale, seconda casa o immobile affittato. Ecco cosa paghi e cosa tenere d'occhio.

In sintesi

Sulla prima casa non paghi IMU. Su seconde case e case affittate sì: con rendita 800 euro sono circa 1.425 euro l'anno, più il 21% o 10% di cedolare sul canone.

  • Prima casa non di lusso: IMU zero
  • Valore catastale: rendita per 168, aliquota media 10,6 per mille
  • Cedolare secca al 21%, o 10% col canone concordato

Non tutte le case pagano le stesse tasse. La differenza non sta nel tipo di immobile, ma nell'uso che ne fai: ci abiti, la tieni come seconda casa o la affitti. Vediamo le tre situazioni.

La prima casa: l'IMU non si paga

Se la casa è la tua abitazione principale e non è di lusso, sei esente dall'IMU. È uno dei vantaggi più rilevanti per chi vive nell'immobile di proprietà: l'imposta patrimoniale principale sulla casa, semplicemente, non è dovuta.

La seconda casa e la casa a reddito: qui scatta l'IMU

Sulle case diverse dall'abitazione principale, l'IMU si paga. Vale per la seconda casa tenuta a disposizione e per quella affittata. Il calcolo parte dalla rendita catastale, che va rivalutata del 5% e poi moltiplicata per il coefficiente 160: il risultato è il valore catastale (il moltiplicatore effettivo per le abitazioni è quindi 168). Su questo valore si applica l'aliquota decisa dal Comune, in media intorno al 10,6 per mille.

Un esempio: con una rendita catastale di 800 euro, il valore catastale è 134.400 euro (800 × 168) e l'IMU annua si aggira sui 1.425 euro con aliquota media. Le aliquote, però, cambiano da Comune a Comune, quindi il numero esatto va sempre verificato sul tuo.

La casa affittata: l'IMU più la tassazione del canone

Se la casa è a reddito, oltre all'IMU paghi le tasse sul canone incassato. Qui entra in gioco la cedolare secca, l'imposta sostitutiva al 21% (canone libero) o al 10% (canone concordato nei comuni ad Alta Tensione Abitativa), che sostituisce IRPEF, imposta di registro e di bollo sui canoni.

Cosa tenere d'occhio

Tre cose, in concreto. Primo: l'aliquota IMU del tuo Comune, perché incide direttamente sul costo annuo. Secondo: la scelta del regime fiscale sul canone, dove la cedolare è quasi sempre più conveniente. Terzo: la rendita catastale del tuo immobile, che è la base di tanti calcoli. Conoscere questi tre numeri ti permette di sapere in anticipo quanto ti costa davvero tenere o affittare una casa.

Fonti: Agenzia delle Entrate – OMI, Rapporto Immobiliare 2026 (dati 2025).. I contenuti hanno scopo informativo e non costituiscono consulenza fiscale o perizia.

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