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Fiscale22 apr 20264 min di lettura

Canone concordato: quanto risparmi con la cedolare al 10%

Il canone concordato cresce del 6% e permette una cedolare secca al 10% invece del 21%. Ecco come funziona e quanto puoi risparmiare in concreto.

In sintesi

Con il canone concordato la cedolare secca scende dal 21% al 10%. Su un affitto medio da 6.750 euro lordi l'anno risparmi circa 743 euro di imposte.

  • Cedolare al 10% invece del 21% sul concordato
  • Circa 743 euro l'anno risparmiati su 6.750 lordi
  • Vale in 788 comuni ad alta tensione abitativa

Tra le tipologie di affitto, ce n'è una che negli ultimi anni cresce più delle altre: il canone concordato. Nel 2025 il segmento concordato lungo ha rappresentato il 24,8% delle locazioni a 80,0 euro/m²/anno, in crescita del 6,0%, mentre il concordato transitorio è salito del 6,1% a 82,8 euro/m²/anno. Nello stesso periodo il libero lungo, ancora il segmento più diffuso (39,5%), è calato del 2,4%. La direzione è chiara: il concordato avanza.

Cos'è il canone concordato

Nel contratto a canone concordato l'importo dell'affitto non è deciso liberamente dal proprietario, ma rientra in una fascia di valori stabilita da accordi territoriali tra le associazioni di proprietari e inquilini. Il canone è in genere un po' più basso del libero mercato, ma in cambio il proprietario ottiene un vantaggio fiscale importante.

Il vero motivo per cui conviene: la cedolare al 10%

Il punto di forza è la cedolare secca ridotta. Su un contratto libero la cedolare è al 21%; sul concordato scende al 10%. La cedolare sostituisce l'IRPEF, l'imposta di registro e quella di bollo sui canoni: un'imposta unica e piatta.

Facciamo un esempio concreto con il canone medio del concordato lungo. Su una casa di 84,4 metri quadri a 80,0 euro/m²/anno l'incasso è di circa 6.750 euro lordi all'anno. Con la cedolare al 21% pagheresti circa 1.418 euro di imposta; con la cedolare al 10% ne paghi circa 675 euro. Il risparmio è di circa 743 euro all'anno, ogni anno, a parità di affitto.

Dove si applica

La cedolare al 10% si applica ai contratti concordati nei comuni ad Alta Tensione Abitativa (ATA): in tutto sono 788 comuni, e tra questi rientrano tutti i capoluoghi. Se la tua casa si trova in uno di questi comuni, il concordato è un'opzione da mettere seriamente sul tavolo: incassi un po' meno di canone, ma su molti contratti il minor incasso è più che compensato dal taglio delle imposte e dalla maggiore stabilità dell'inquilino.

Com'è andata nel 2026

Il concordato continua a crescere. Tra i contratti nuovi, quelli concordati di lungo periodo sono aumentati del 6,6% nel primo trimestre e del 9,8% nel secondo, mentre quelli liberi di lungo periodo sono calati del 3,2% e dello 0,8%, secondo l'Agenzia delle Entrate. A Milano, dopo il nuovo accordo territoriale del luglio 2023, i concordati di lungo periodo sono cresciuti del 55,8% e del 76,8%.

Fonti: Agenzia delle Entrate – OMI, Rapporto Immobiliare 2026 (dati 2025) e Statistiche trimestrali I e II trimestre 2026.. I contenuti hanno scopo informativo e non costituiscono consulenza fiscale o perizia.

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