Quando affitti una casa, sull'incasso paghi le tasse. Hai due strade: la tassazione ordinaria IRPEF oppure la cedolare secca. Capire la differenza ti fa risparmiare, a volte parecchio.
Come funziona la cedolare secca
La cedolare secca è un'imposta sostitutiva con aliquota fissa. Si applica all'intero canone incassato e sostituisce in un colpo solo tre cose: l'IRPEF sul reddito da locazione, l'imposta di registro e l'imposta di bollo sul contratto. Niente scaglioni, niente addizionali sul canone: paghi una percentuale piatta e hai finito.
Le aliquote sono due. Il 21% per i contratti a canone libero. Il 10% per i contratti a canone concordato stipulati nei 788 comuni ad Alta Tensione Abitativa, che includono tutti i capoluoghi.
Quando conviene rispetto all'IRPEF
Con l'IRPEF il canone si somma agli altri redditi e viene tassato secondo gli scaglioni, a cui si aggiungono le addizionali regionali e comunali. Per chi ha già un reddito medio o alto, l'aliquota marginale IRPEF supera facilmente il 21%, quindi la cedolare conviene quasi sempre. Il vantaggio cresce ancora di più quando si può accedere alla cedolare al 10%.
L'IRPEF può restare preferibile solo in casi particolari, ad esempio per chi ha redditi molto bassi e molte detrazioni da sfruttare. Ma per la grande maggioranza dei proprietari la cedolare è la scelta più semplice e conveniente, anche perché elimina l'imposta di registro e di bollo sul contratto.
Un altro aspetto da considerare è la prevedibilità: con la cedolare sai in anticipo quanto pagherai, perché l'aliquota è fissa e non dipende dagli altri redditi che maturi nell'anno. Con l'IRPEF, invece, il peso del canone cambia in base alla tua situazione complessiva, e questo rende il conto meno trasparente.
Un esempio numerico
Prendiamo una casa media di 84,4 metri quadri affittata al canone medio nazionale di 79,6 euro/m²/anno: l'incasso è di circa 6.718 euro lordi all'anno. Con la cedolare al 21% paghi circa 1.411 euro di imposta. Con la cedolare al 10% (canone concordato) ne paghi circa 672 euro. La differenza, 739 euro all'anno, è il motivo per cui il tipo di contratto che scegli conta tanto quanto il canone che chiedi.