Il Conto Termico è l'alternativa alle detrazioni per chi cambia l'impianto di riscaldamento: non riduce l'IRPEF in dieci anni, paga con un bonifico. Dal 25 dicembre 2025 vale la versione 3.0, e intorno a questa misura circolano parecchie imprecisioni. Qui ci sono solo le regole del decreto e del GSE.
Quanto rimborsa
L'incentivo si calcola sull'energia prodotta dal nuovo impianto, con un tetto del 65% della spesa. Fino a 15.000 euro arriva in un'unica rata; sopra, in 2 o 5 rate annuali a seconda dell'intervento. Il GSE trattiene un corrispettivo dell'1%, fino a 250 euro.
Il limite di spesa è di 900 milioni l'anno. Per il 2026 il riparto è di 450 milioni per la pubblica amministrazione e 450 per i privati: sessanta giorni dopo l'esaurimento della quota dei privati, il GSE smette di accettare domande per l'anno. Tra il 3 marzo e il 13 aprile 2026 il portale è stato sospeso per l'afflusso di richieste.
Cosa copre per chi ha una casa
Per i privati sulle abitazioni valgono solo gli interventi sugli impianti:
- Pompe di calore al posto dell'impianto esistente, anche di una caldaia a metano: era già così con il Conto Termico 2.0
- Sistemi ibridi assemblati in fabbrica, e con il 3.0 anche i sistemi bivalenti e la pompa di calore «add on» accanto a una caldaia a condensazione recente
- Biomassa, con due regole: stufe e termocamini solo al posto di generatori a biomassa, carbone, olio combustibile o gasolio; al posto di una caldaia a gas o GPL solo caldaie a biomassa con particolato fino a 1 mg/Nm³
- Solare termico, anche come nuova installazione, e scaldacqua a pompa di calore, anche al posto di quelli a gas
- Allaccio al teleriscaldamento efficiente e microcogenerazione da rinnovabili
Cappotto, infissi, fotovoltaico con accumulo e colonnine del Conto Termico esistono, ma per pubblica amministrazione, terzo settore e privati su edifici del terziario. Sulla propria casa, no.
Cosa non copre
Le caldaie a combustibili fossili non sono mai state incentivate dal Conto Termico per i privati. Le case di categoria A/8 e A/9 sono fuori dall'ambito residenziale. L'impianto da sostituire deve esistere e funzionare già al 25 dicembre 2025: la prima installazione in una casa senza impianto non rientra, con l'eccezione del solare termico.
Come e quando si chiede
La domanda si presenta sul portale del GSE entro 90 giorni dalla fine dei lavori, con fatture e schede tecniche degli apparecchi, che devono rispettare i requisiti del decreto. Il GSE chiude l'istruttoria in 60 giorni, fino a 120 nei casi complessi, e paga entro la fine del mese successivo al bimestre in cui arriva l'ammissione.
Con cosa si combina
Sulla stessa spesa non si somma alle detrazioni né ad altri incentivi statali, salvo fondi di garanzia, fondi di rotazione e contributi in conto interessi. Si cumula invece con la tariffa delle comunità energetiche, nei limiti del decreto CER. La scelta tra Conto Termico ed ecobonus si fa intervento per intervento e dipende dalla propria situazione: capienza IRPEF, tempi, tipo di apparecchio.
Dentro miogestore
La voce Conto Termico 3.0 nella pagina Bonus edilizi riporta queste regole, verificate il 16 ottobre 2026. Nel tool Ristruttura la sostituzione del generatore porta il badge del Conto Termico accanto a quello dell'ecobonus.



