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Guida5 ott 20266 min di lettura

Il tuo APE: dove trovarlo, cosa dice davvero, quando scade

L'attestato di prestazione energetica serve per vendere, affittare e pubblicare un annuncio, dura dieci anni e in molte regioni si può ritrovare online con i dati catastali. Cosa contiene, cosa rischi senza, dove cercarlo se l'hai perso e cosa cambierà con la nuova scala europea.

In sintesi

L'APE vale 10 anni e serve per vendere, affittare e pubblicare annunci. Senza, la multa va da 300 a 18.000 euro. Se l'hai perso, spesso puoi recuperarlo online.

  • Vendita senza APE: da 3.000 a 18.000 euro di sanzione
  • Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto: ricerca online
  • Nuova scala europea A-G: in Italia manca ancora il decreto

L'APE, attestato di prestazione energetica, è il documento che assegna alla casa una classe da A4 a G. Lo redige un certificatore abilitato dopo un sopralluogo, vale dieci anni e serve in tre momenti precisi: quando vendi, quando affitti e quando pubblichi un annuncio. Molti proprietari ne hanno uno e non lo sanno, perché è stato fatto alla compravendita o da un inquilino precedente. Ecco come orientarsi.

Quando serve e cosa si rischia senza

Il decreto legislativo 192/2005 lo richiede per i nuovi edifici, per le ristrutturazioni importanti, per la vendita, per la locazione e per gli annunci commerciali. Le sanzioni sono queste, aggiornate al testo vigente:

  • Vendita senza APE: da 3.000 a 18.000 euro a carico del proprietario. Il contratto resta valido.
  • Locazione senza APE: da 300 a 1.800 euro.
  • Annuncio senza indice di prestazione e classe: da 500 a 3.000 euro, a carico di chi pubblica l'annuncio.
  • Clausola mancante nel contratto di affitto (la dichiarazione di aver ricevuto le informazioni e l'attestato): da 1.000 a 4.000 euro a carico delle parti in solido, dimezzati se il contratto dura meno di tre anni.

Il costo di un APE per un appartamento è di qualche centinaio di euro e varia da regione a regione.

Cosa c'è scritto

Oltre alla classe, l'attestato riporta l'indice di prestazione energetica globale, espresso in chilowattora per metro quadro all'anno: è il numero che conta davvero, perché la lettera è solo una sua traduzione. Ci sono poi la data di rilascio, il codice identificativo, il motivo per cui è stato fatto (vendita, locazione, ristrutturazione) e le raccomandazioni del certificatore: gli interventi che farebbero salire la classe, con una stima del tempo di ritorno. È la parte che quasi nessuno legge, ed è un piccolo piano di ristrutturazione gratuito.

Dove trovarlo se l'hai perso

Dipende dalla regione, perché i catasti energetici sono regionali e il sistema nazionale di ENEA, il SIAPE, pubblica solo dati aggregati per comune.

  • Lombardia: il catasto energetico ha una «Visura APE» pubblica, senza registrazione, dove si cerca per codice dell'attestato oppure per dati catastali (comune, sezione, foglio, particella, subalterno) e si scarica il fac-simile.
  • Emilia-Romagna: da ottobre 2025 chiunque può verificare sul sistema regionale l'esistenza, la validità e la classe di un APE cercando per comune, foglio, mappale e subalterno.
  • Veneto: la ricerca per dati catastali dice se un APE esiste, con numero, anno e certificatore da contattare per la copia; la classe non compare.
  • Altre regioni: nella maggior parte dei casi il portale è riservato ai certificatori e il cittadino passa da una richiesta di accesso agli atti alla Regione. Le strade più rapide restano il certificatore che l'ha redatto, il notaio dell'ultimo atto (l'APE è allegato o richiamato) e l'agenzia che ha gestito la vendita o l'affitto.

I dati catastali servono sempre: li trovi nella visura catastale, che nell'app è già importata per ogni immobile.

Quando scade e quando va rifatto

L'APE vale dieci anni dalla data di rilascio, a condizione che si facciano i controlli periodici dell'impianto termico. Va rifatto prima se si eseguono lavori che cambiano la prestazione energetica: cappotto, serramenti, impianto. Un dettaglio da conoscere: dal 3 giugno 2026 i certificatori usano il metodo di calcolo aggiornato dal decreto Requisiti minimi, quindi un nuovo APE sulla stessa casa può dare un indice un po' diverso da quello di dieci anni fa anche senza lavori.

La nuova scala europea: quando

La direttiva europea sulle case green prevede un attestato con un modello comune e una scala da A a G, dove A è l'edificio a emissioni zero. L'Italia dovrà adottarla con un decreto che ancora non esiste: fino ad allora vale la scala da A4 a G del 2015. Gli attestati già rilasciati restano validi fino alla loro scadenza e non vanno rifatti. Quando la nuova scala arriverà, l'APE servirà anche al rinnovo del contratto di affitto.

Cosa trovi nell'app

Nella scheda dell'immobile indichi la classe energetica, che entra nella valutazione. Nella tab Documenti puoi archiviare l'APE con la data di rilascio: la scadenza a dieci anni finisce nello Scadenzario, con il promemoria prima che scada. Il file resta facoltativo: nessun calcolo lo richiede, ma se lo carichi la casa ha il suo fascicolo completo per quando vorrai vendere o affittare.

Fonti: D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 192, artt. 6 e 15 (testo vigente, Normattiva); DM 26 giugno 2015, linee guida per la certificazione energetica; DM 28 ottobre 2025 (GU n. 283 del 5 dicembre 2025); Direttiva (UE) 2024/1275, artt. 19, 20 e 22; Regione Lombardia, catasto energetico CENED, servizio Visura APE; ART-ER, nuovo servizio di ricerca dell'APE, 17 ottobre 2025; Regione del Veneto, ricerca di un APE; ENEA, SIAPE. I contenuti hanno scopo informativo e non costituiscono consulenza fiscale o perizia.

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