C'è un'idea diffusa secondo cui il mercato della casa che conta sia quello delle grandi città. I numeri del 2025 raccontano un'altra storia: la parte più consistente delle compravendite avviene lontano dai centri storici dei capoluoghi.
Delle case vendute lo scorso anno, il 69% si trova in comuni che non sono capoluogo di provincia: in cifre, 530.034 transazioni. Non è un dettaglio statistico, è la fotografia di dove vivono e comprano davvero le famiglie italiane.
Più metri quadri, più sostenibilità
La differenza più evidente è nella dimensione delle case. Nei comuni non capoluogo la superficie media è di 110,8 m², contro i 98,3 m² dei capoluoghi. Sono oltre dodici metri quadri di differenza: spesso la stanza in più, il giardino o il garage che in centro città diventano un lusso.
A parità di budget, fuori dai grandi centri si compra più spazio. Per una famiglia che cerca una casa dove crescere i figli, o per chi vuole mettere a reddito un immobile senza affrontare i prezzi dei capoluoghi, la cosiddetta provincia offre un rapporto tra spesa e metri quadri molto più favorevole.
"Provincia" non vuol dire periferia
Il punto da sfatare è proprio questo. La cintura urbana, cioè i comuni di prima e seconda fascia attorno alle grandi città, non è una scelta di ripiego. Sono spesso aree ben collegate, con servizi adeguati e una qualità della vita che molti preferiscono al centro storico.
A livello regionale, il mercato si concentra in poche aree forti: la Lombardia guida con 162.189 compravendite (il 21,2% del totale nazionale), seguita da Lazio (73.830), Piemonte (70.932, in crescita del 10,1%), Emilia-Romagna (68.348) e Veneto (67.159). Ma dentro questi numeri, la quota di acquisti fuori dai capoluoghi resta dominante.
Per chi possiede o sta valutando un immobile, la lezione è semplice: il valore non si misura solo con la distanza dal Duomo o dal Colosseo. Una casa più grande, in un comune ben servito della cintura, può valere e rendere più di quanto si pensi. E può essere più facile da vendere, perché parla alla fetta più ampia del mercato.
Com'è andata nel 2026
Il quadro regge anche nel 2026. Fuori dai capoluoghi si trova circa il 69% delle case vendute: 123.400 su 179.654 nel primo trimestre, 139.008 su 201.596 nel secondo, secondo l'Agenzia delle Entrate. Nel secondo trimestre i capoluoghi sono cresciuti un po' di più (+0,5% contro 0,0%).



