Sembra impossibile, eppure capita: si può possedere un immobile e non saperlo, o essersene semplicemente dimenticati. Non è un caso isolato, ma un fenomeno diffuso, misurato per la prima volta su larga scala.
La ricerca della Banca d'Italia
Uno studio della Banca d'Italia ha incrociato i dati di 9.641 famiglie con gli archivi del catasto, e il risultato sorprende: il 28,3% dei nuclei possiede più immobili di quanti ne dichiari o ne ricordi. In proporzione, parliamo di circa 7,2 milioni di famiglie italiane.
Lo studio conferma anche quanto il mattone pesi nel patrimonio degli italiani: il 76% delle famiglie possiede almeno un immobile, e per il 25% più ricco oltre un terzo del valore patrimoniale è concentrato in case diverse dalla prima abitazione.
Perché succede
Le cause sono concrete e si ripetono. Spesso si tratta di eredità mai aggiornate a catasto: l'immobile resta intestato a un parente che non c'è più, e nessuno lo "vede" più. Altre volte sono quote possedute insieme ai fratelli, percepite come "non proprie" anche quando lo sono a tutti gli effetti. Poi ci sono box e cantine censiti a catasto in modo autonomo, con una loro rendita, che sfuggono perché li trattiamo come semplici accessori. E ancora le seconde case dimenticate, magari in un altro Comune, usate poco e ricordate ancora meno.
Cosa ti perdi (o rischi)
Ignorare un immobile non è mai a costo zero. Sul piano fiscale può portarti a pagare un'IMU sbagliata: troppa, se conteggi male, o troppo poca, con il rischio di accertamenti e sanzioni. Sul piano del reddito è valore fermo: una casa o un box che potresti affittare e che invece resta improduttivo, anzi genera solo spese. E sul piano patrimoniale ti impedisce di conoscere il tuo valore reale: non puoi gestire, vendere o pianificare la successione di qualcosa che non sai di avere.
Il primo passo è semplice ma decisivo: fare un inventario completo dei propri immobili, quote comprese, e verificarne la posizione catastale. Spesso il patrimonio "nascosto" non è lontano: è solo mai stato messo in ordine.